L’altro giorno Ilvo Diamanti ha scritto un pezzo su Repubblica davvero brutto (anche se io un po’ lo conosco e ne apprezzo curiosità e vivacità intellettuale; credo che l’articolo, più che corrispondere al suo pensiero, fronteggi esigenze politico-editoriali). Una specie di rocciosa apologia del conservatorismo, in ogni campo: dai mutamenti del paesaggio alle relazioni personali, dalla rete che spersonalizza alla politica ridotta a marketing. In buona sostanza, un elenco di luoghi comuni, fobie, paure e chiusure che Diamanti traduce in valori da tutelare e difendere. Visto che in sostanza non condivido nulla di quello che dice, ora gioco a rovesciare le sue tesi una ad una, come – più o meno 150 anni fa – fece il socio del vecchio con la barba con il signor Dühring . Vediamo l’effetto che fa.