Molti anni fa una persona che conoscevo incontrò un famoso attore e regista italiano, all’indomani della sua vittoria dell’Oscar, e gli disse, con aria sentenziosa: “Sai, io e te viviamo una condizione analoga. Abbiamo intorno ai 50 anni e tutti e due forse abbiamo già realizzato la cosa più importante della nostra vita. Il problema – per te e per me – sarà gestirsi da ora in poi”.

BerlsuconiIl post che, per pigrizia, non ho scritto ieri (in compenso ho visto un delizioso Polanski: correte al cinema), lo ha scritto Pigi Battista – un giornalista vero – stamattina sul Corriere. Glielo rubo e ve lo giro, sottolineando quelli che – a mio avviso – sono i due aspetti centrali di tutta la ventennale vicenda: 1) un leader è tale se aggrega, convince, mobilita, ma poi è capace di includere, sintetizzare, selezionare, gestire, promuovere, governare. Qui il fallimento di Berlusconi è stato totale, la semplice cronistoria lo dimostra; 2) i voti ce li ha lui.