1-img429987Una mia intervista a Italia Oggi.

In soli 30 giorni, se si considerano le festività, Matteo Renzi ha impresso all’agenda politica un’accelerazione forsennata. La sera dell’Immacolata festeggiava la vittoria e pochi giorni dopo consegnava ad Enrico Letta una lista di cose da fare, iniziando lui stesso a gestire quella più delicata, la riforma elettorale, della quale dettava il calendario parlamentare.

Quindi due direzioni del partito, una via l’altra (prima intercorrevano mesi), e piuttosto animate (anziché pletoriche come un tempo), visto che il presidente neoeletto, Gianni Cuperlo, s’è dimesso in polemica. Nel frattempo Renzi ha fatto strame di vent’anni di antiberlusconismo.

MacalusoDal Foglio di oggi, questo bellissimo colloquio di Emanuele Macaluso con Merlo (Salvatore, quello giusto). Leggetelo, e capirete perché a volte la nostalgia (per la politica che fu) può farsi strada anche nel più incallito dei rottamatori, come il sottoscritto. (Certo, con Matteuccio è proprio cattivo, e forse esagera, Emanuele…) 

Roma. “Si può votare, si può votare benissimo con il sistema proporzionale che ci ha restituito la sentenza della Corte costituzionale. Il maggioritario in Italia ha fallito, la Repubblica è rimasta parruccona e ingovernabile. Napolitano credo si dimetterebbe, meglio questo che un altro pasticcio”.

CarditelloSul Corriere del Mezzogiorno di oggi c’è questo mio pezzo su Carditello. 

Caro direttore,

il real sito di Carditello “potrebbe” essere affidato a Libera, cui “potrebbero” essere affiancate le associazioni. “Sarebbe” l’idea più forte, dice Tommaso Montanari sul Corriere del Mezzogiorno di ieri. Dimostrando, con i suoi condizionali, la fondatezza delle mie obiezioni all’acquisto del sito da parte dello Stato.

Il punto è, caro Montanari, che ai governanti l’uso del condizionale è (“dovrebbe” essere…) inibito. Nel momento stesso in cui prendono soldi dalle tasche dei cittadini, hanno il dovere di dire, con precisione, cosa ne faranno, come li utilizzeranno e per quale scopo. Senza condizionali.

Carditello“Capo, abbiamo preso la Prefettura di Milano!”. “Bene, e ora che ve ne fate?”. La fulminante risposta di Togliatti all’entusiasta Pajetta andrebbe ricordata a Gian Antonio Stella, che sul Corriere di stamattina dedica un panegirico all’acquisto della reggia di Carditello da parte dello Stato, nella persona del ministro Bray.

Bene. E ora che lo Stato ha comprato per due soldi la reggia cadente, dopo molte aste andate deserte, che cosa ne farà?

RenziIl clamoroso incidente sugli scatti di anzianità degli insegnanti è solo l’ultimo dei pasticci combinati da un governo che non ha né prospettiva né maggioranza politica né leadership né idee né programmi né personale all’altezza, e sta in piedi solo perché – per contingenze varie – non può essere subito accomodato alla porta. E senza alcun rimpianto.