SudClaudio Velardi ama definirsi lobbista e comunicatore. Ma per chi lo conosce da tempo è anche e soprattutto uno che non teme di andare contro corrente, di prendere posizioni scomode. E così, una volta che Renzi ha annunciato quali sono i sedici dicasteri del suo governo, mettendo la parola fine all’era della Coesione e chiamando nella sua squadra un solo ministro del Mezzogiorno continentale (nella lista c’è, ovviamente, pure il siciliano Alfano Alfano), la calabrese Maria Carmela Lanzetta, si è subito affrettato a commentare che «va bene così, anzi va benissimo così».

Stavolta non teme di essere andato un po’ oltre?

«Macché. E sono pronto ad argomentare subito».

Prego, cominci dai ministri.

«Lanzetta è sicuramente una persona valorosissima, una donna che ha avuto il coraggio di alzare la voce contro le cosche calabresi, rischiando di persona. E questo le fa molto, molto onore. Eppure, allo stesso tempo fornisce una rappresentazione retorica del Sud: è un emblema della sofferenza, non certo l’alfiere delle potenzialità di sviluppo di una terra in cui vivono 20 milioni di persone. Ma del resto, viste le condizioni economiche e sociali dell’odierna Italia meridionale, non potrebbe essere altrimenti».

Un Sud in disarmo e adesso anche senza Coesione.

Barca BossiUna notizia falsa sparata a tutta pagina. La successiva querela del diffamato. E ora l’archiviazione del caso. I giornali possono dire puttanate, è scritto nella sentenza. A seguire il soddisfatto pezzo del Corriere di stamattina, che non ha bisogno di commenti. Il legame perverso tra magistrati e media è scritto. Il perfetto funzionamento del processo mediatico fa rabbrividire, ma solo i pochi liberali d’Italia.