“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampante terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.

Sospiri di sollievo per il governo che tiene e balbettii sull’abolizione dell’Imu. I politici esultano (Pdl) per propaganda e abbozzano (Pd) per convenienza, ma insieme gioiscono perché per ora non andranno a casa. I giornali di regime – dall’entusiasta “Foglio” alla recalcitrante “Repubblica”, passando per il compassato “Corriere” – sciacquano i loro editoriali nel superiore interesse nazionale della crisi scongiurata.