GoulardQuesta signora si chiama Sylvie Goulard, è una deputata europea e ha scritto oggi sul Corriere della Sera un pezzo splendido che vi giro. Dovrebbero mandarlo a memoria i grillini, i forconisti, i berlusconidi, i piddini (quasi tutti), una quantità sterminata di giornalisti e opinionisti, gli ignoranti di ogni risma.  

Chi viaggia in Europa può fare in questo momento un’esperienza interessante: si dice sempre più spesso in Italia, anche da parte di personalità cosiddette moderate, che è necessario «battere i pugni sul tavolo» contro i tedeschi (per esempio sul Corriere della Sera , il senatore Casini, il 13 novembre). In Francia è evidente la stessa tentazione di cercare un contrappeso alla Germania. Ma quando si tratta di confrontarsi concretamente con i tedeschi, a Berlino o a Bruxelles, è ben raro che francesi o italiani siano presenti e determinati. 

GasparriArriva un signore dalla Finlandia, commissario europeo agli Affari economici, e dice: 1) la decisione di abolire l’Imu non è stata in linea con le indicazioni europee; 2) l’Italia è come la Ferrari, però il talento non basta.

Due cose di puro buon senso (che l’abolizione dell’Imu sia stata una sciocchezza, lo dimostrerà di qui a poco l’aumento Iva, che si aggiungerà alle altre tasse già arrivate. Che non bastino talento e inventiva ad un paese, è una semplice ovvietà), dette con la serietà tipica di questa gente del Nord (non è il caso di elencare i record che la Finlandia sta inanellando in tutti i campi).

L’alata opinione di Vittorio Grilli. Un mare di chiacchiere per concludere con la solita cazzata ipocrita e autoassolutoria dell’evasione fiscale. Per il resto ci pensino a Bruxelles. Noi non siamo in grado, dice uno che ha fatto il ministro in Italia. (dal Corriere di stamattina).

Il cammino che porta alla crescita passa per una tappa fondamentale: la riduzione delle tasse. In un Paese a forte debito come il nostro, questo significa riuscire a tagliare la spesa pubblica. Un obiettivo sempre ribadito dagli ultimi governi ma che non ha dato i risultati sperati. Non si tratta solo di poco impegno degli esecutivi o scarsa volontà del Parlamento o azioni di sabotaggio da parte della burocrazia.