Barca BossiUna notizia falsa sparata a tutta pagina. La successiva querela del diffamato. E ora l’archiviazione del caso. I giornali possono dire puttanate, è scritto nella sentenza. A seguire il soddisfatto pezzo del Corriere di stamattina, che non ha bisogno di commenti. Il legame perverso tra magistrati e media è scritto. Il perfetto funzionamento del processo mediatico fa rabbrividire, ma solo i pochi liberali d’Italia.

CancellieriTrovo odiosa la campagna per le dimissioni della Cancellieri orchestrata da Repubblica e dai magistrati. Mi indigno sempre quando la tenaglia mediatico-giudiziaria tritura il mostro di giornata, anche se si chiama Paolini o Misseri. Figuriamoci nel caso di una brava funzionaria dello Stato, cui possono essere tuttalpiù imputate delle leggerezze. Mentre sono evidenti e marchiani gli obiettivi politici dei Torquemada in toga e senza: i magistrati vogliono defenestrare un ministro di Grazia e Giustizia “non gradito” perché autonomo, non subalterno alla corporazione più potente d’Italia; Repubblica vuole mantenere la leadership del giustizialismo forcaiolo, sempre insidiata dai fondamentalisti del Fatto.