imgres-4Oggi Goffredo Pistelli mi ha intervistato su “Italia Oggi”. 

Dopo lo scontro a distanza Piazza S.Giovanni-Leopolda, Claudio Velardi è un interlocutore obbligato. Perché questo caustico 60enne napoletano, che per tanti anni è stato fra giornalismo e politica, fino a diventare consigliere politico di Massimo D’Alema a Palazzo Chigi nel 1998, ha a che fare con i due luoghi.


imgres-2Oggi Pietro Treccagnoli mi mi ha intervistato su “il Mattino”. 

“Gioca sfruttando gli errori degli altri se non lo fermano vincerà di default”

Claudio Velardi non solo è uno spin doctor, ma è pure romanista. E ieri, con i giallorossi in campo contro la Juventus, per come è andata tutto aveva per la testa tranne che il sindaco sospeso. Attaccato alla televisione, ha seguito la partita, di rigore. Ma l’ira funesta del pelìde Luigi è un tema troppo appetitoso per chi si occupa di comunicazione politica.

Che giudizio da della campagna di comunicazione di de Magistris come sindaco sospeso?

SudClaudio Velardi ama definirsi lobbista e comunicatore. Ma per chi lo conosce da tempo è anche e soprattutto uno che non teme di andare contro corrente, di prendere posizioni scomode. E così, una volta che Renzi ha annunciato quali sono i sedici dicasteri del suo governo, mettendo la parola fine all’era della Coesione e chiamando nella sua squadra un solo ministro del Mezzogiorno continentale (nella lista c’è, ovviamente, pure il siciliano Alfano Alfano), la calabrese Maria Carmela Lanzetta, si è subito affrettato a commentare che «va bene così, anzi va benissimo così».

Stavolta non teme di essere andato un po’ oltre?

«Macché. E sono pronto ad argomentare subito».

Prego, cominci dai ministri.

«Lanzetta è sicuramente una persona valorosissima, una donna che ha avuto il coraggio di alzare la voce contro le cosche calabresi, rischiando di persona. E questo le fa molto, molto onore. Eppure, allo stesso tempo fornisce una rappresentazione retorica del Sud: è un emblema della sofferenza, non certo l’alfiere delle potenzialità di sviluppo di una terra in cui vivono 20 milioni di persone. Ma del resto, viste le condizioni economiche e sociali dell’odierna Italia meridionale, non potrebbe essere altrimenti».

Un Sud in disarmo e adesso anche senza Coesione.