GoulardQuesta signora si chiama Sylvie Goulard, è una deputata europea e ha scritto oggi sul Corriere della Sera un pezzo splendido che vi giro. Dovrebbero mandarlo a memoria i grillini, i forconisti, i berlusconidi, i piddini (quasi tutti), una quantità sterminata di giornalisti e opinionisti, gli ignoranti di ogni risma.  

Chi viaggia in Europa può fare in questo momento un’esperienza interessante: si dice sempre più spesso in Italia, anche da parte di personalità cosiddette moderate, che è necessario «battere i pugni sul tavolo» contro i tedeschi (per esempio sul Corriere della Sera , il senatore Casini, il 13 novembre). In Francia è evidente la stessa tentazione di cercare un contrappeso alla Germania. Ma quando si tratta di confrontarsi concretamente con i tedeschi, a Berlino o a Bruxelles, è ben raro che francesi o italiani siano presenti e determinati. 

roghiLetta, Presidente del Consiglio: “Per la prima volta le istituzioni nazionali affrontano l’emergenza terra dei fuochi”. Realacci: “Provvedimento importante, permetterà di affrontare meglio l’emergenza bonifiche”. Di Girolamo, ministro delle Politiche agricole: “Ok al decreto sulla terra dei fuochi in Consiglio dei ministri”. Orlando, ministro dell’ambiente: “Approvato decreto Terra dei fuochi, afferma un principio fondamentale: tutela ambiente è tutt’uno con lotta alla criminalità organizzata”. Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania: “Un’ottima notizia per la Terra dei Fuochi: il Governo ha approvato il decreto legge, è una svolta per l’ambiente in Campania”.

Molti anni fa una persona che conoscevo incontrò un famoso attore e regista italiano, all’indomani della sua vittoria dell’Oscar, e gli disse, con aria sentenziosa: “Sai, io e te viviamo una condizione analoga. Abbiamo intorno ai 50 anni e tutti e due forse abbiamo già realizzato la cosa più importante della nostra vita. Il problema – per te e per me – sarà gestirsi da ora in poi”.

BerlsuconiIl post che, per pigrizia, non ho scritto ieri (in compenso ho visto un delizioso Polanski: correte al cinema), lo ha scritto Pigi Battista – un giornalista vero – stamattina sul Corriere. Glielo rubo e ve lo giro, sottolineando quelli che – a mio avviso – sono i due aspetti centrali di tutta la ventennale vicenda: 1) un leader è tale se aggrega, convince, mobilita, ma poi è capace di includere, sintetizzare, selezionare, gestire, promuovere, governare. Qui il fallimento di Berlusconi è stato totale, la semplice cronistoria lo dimostra; 2) i voti ce li ha lui.

Itali1

Il corto circuito dell’incertezza nel pezzo di Dario Di Vico sul Corriere di stamattina.

Se c’è un impianto che in Italia lavora tutti i santi giorni e su tre turni è la fabbrica dell’incertezza. A farla girare a pieno ritmo concorrono molti soggetti, che magari agiscono in contrasto tra loro ma che alla fine producono nel cittadino un diffuso sentimento di smarrimento e di oscuramento del futuro. Prendete l’ultimissimo caso, la trasformazione dell’acronimo che sta a indicare la nuova Service tax: da ieri sappiamo che non si chiamerà più Trise bensì Tuc.