Mario Lavia ha scritto su Europa un pezzo acuto sul diario del governo D’Alema che ho pubblicato a puntate sul blog, estrapolando dal mare delle mie chiacchiere ed elucubrazioni le questioni chiave contro le quali impattammo: la nostra inesperienza (non disgiunta da un buon tasso di arroganza); i rapporti burrascosi con Prodi e con il mondo di Repubblica; l’atteggiamento supponente e irridente del capitalismo italiano nei nostri confronti. 

Un mio articolo per Panorama

Sia benedetto Fausto Bertinotti, che, in concorso con Prodi, gli ha scippato la Presidenza della Camera. E siano benedetti Rutelli, Berlusconi, Fini e molti altri che gli hanno impedito lo scorso maggio l’ascesa al Quirinale. È grazie a tutti loro che Massimo D’Alema è il ministro più popolare del più impopolare dei governi. Stimato e blandito, di nuovo oggetto di antiche riverenze. “E’ l’unico vero politico”, “Ah, se fosse lui il leader”,