Maurice Ravel – Concerto per pianoforte e orchestra in Sol, 2° movimento (Adagio assai)

Benedetti siano i secondi movimenti. Gli autori li scrivono per farsi perdonare. Dopo avere esposto tutta la mercanzia in primi movimenti spesso declaratori, supponenti e autoreferenziali, concedono a noi poveri mortali pause di puro piacere. I secondi tempi dei Concerti (scritti in forma di Adagio, di Largo, di Larghetto) sono brani che chiedono solo di essere ascoltati e goduti. Riecheggiano in maniera sufficientemente vaga i temi principali, e quindi ti liberano da ossessive e a volte capotiche modulazioni. Stemperano lo “scontro” tra il solista e l’orchestra, e la caduta di tensione esalta la serena centralità di melodie semplici, suadenti e accattivanti.