Fine settimana sulla neve. D’Alema non viene perché è malato. La reazione sulla proposta di legge elettorale è contraddittoria e altalenante, anche sui giornali. Non so come l’opinione pubblica l’abbia presa. Lunedì scoppia la polemica sulla partecipazione alla trasmissione di Gianni Morandi. Alle 19 Cascella mi dice che anche Biagi sta per fare l’ennesima trasmissione contro D’Alema. Parlo con Celli. Il risultato è abbastanza buono, nel senso che malgrado le intenzioni malevoli di Biagi, le risposte dei direttori dei giornali non sono cattive. Tranne, naturalmente, quelle di Ezio Mauro. La Repubblica è la mia spina nel fianco. È contro di noi, sta con Prodi del tutto chiaramente. Oggi, martedì, monta il caso La Forgia, che è andato con Prodi, con commenti di Maltese, e così via.

Crisi risolta, con qualche ammaccatura di immagine. Nel frattempo, praticamente, Prodi si candida in diretta da Lerner. Bisogna, dico a D’Alema la sera, portare a cena il vertice Pds e Cossiga. Venerdì dovremmo riuscire a varare l’Agenzia (Bianchi, Borgomeo, Savona, D’Antonio, Callieri), ma Cossiga impedisce a Savona di entrare perché non ci si può far dirigere da uno di Nomisma. Cerco di prima mattina i suoi due nuovi emissari (Scotti e Carra) ma senza risultati. Ricominciamo da capo?

I problemi del governo: efficacia e velocità dell’azione; garanzia di stabilità (a questo fine nulla nuoce più di Cossiga, che dà modo all’antipolitica di agitarsi proprio perché determina nervosismo, confusione, senso di profonda instabilità).  I problemi del partito: fare la guerra a Prodi in modo efficace, combattivo, intelligente. I problemi di D’Alema: non esaltare troppo i partiti come sono, metterci un po’ di cuore.