Prodi è presidente della commissione europea. Grande risultato di D’Alema, architetto geniale, devo confessare. Prodi in Europa è la svolta: non c’è più il convitato di pietra della politica italiana, l’Asinello è politicamente morto, Veltroni non ha più sponde, il governo D’Alema non ha alternative.

D’Alema porta a casa un ottimo risultato sull’Agenda 2000. Nel frattempo  scoppia  la  guerra,  e venerdì  il  governo ottiene la fiducia alla Camera e al Senato tra mille casini. Abbiamo una notevole sfiga, però ce la battiamo bene. Ora è sabato mattina e stiamo progettando un’offensiva di pace. Si parlerà con Clinton, successivamente con i membri del gruppo di contatto, e si cercherà di chiedere per la prossima settimana di Pasqua la sospensione dei bombardamenti e la ripresa dei negoziati.

Va più o meno così. Sempre.

Variante 1. Un politico (di seconda o terza fila) ha una brillante idea (tipo la candidatura di Marina Berlusconi), e comincia a farla circolare tra i giornalisti in Transatlantico. Sostiene che la cosa si sta discutendo in alto loco, a palazzo Grazioli. Fa intendere di avere accesso a consessi/luoghi esclusivi. Obiettivo: evitare di essere fatto fuori dalle prossime liste elettorali. (Dialogo tra giornalisti: “Allora quel Fischietti non è proprio un coglione”. “L’altro giorno l’ho visto che parlava con Verdini…”.