Va più o meno così. Sempre.

Variante 1. Un politico (di seconda o terza fila) ha una brillante idea (tipo la candidatura di Marina Berlusconi), e comincia a farla circolare tra i giornalisti in Transatlantico. Sostiene che la cosa si sta discutendo in alto loco, a palazzo Grazioli. Fa intendere di avere accesso a consessi/luoghi esclusivi. Obiettivo: evitare di essere fatto fuori dalle prossime liste elettorali. (Dialogo tra giornalisti: “Allora quel Fischietti non è proprio un coglione”. “L’altro giorno l’ho visto che parlava con Verdini…”.

Non vale mai la pena comprare i giornali, salvo che in rare occasioni. Stamattina il Foglio vale, almeno in parte, l’euro e mezzo che costa, per l’editorialone di Ferrara, che fa il punto prima (immagino) di andare in ferie, e un bel pezzo di Beppe Di Corrado su Garcia (forza Roma). Ferrara ve lo giro io qui sotto, così – se non siete tifosi della Maggica – potete risparmiate l’euro e mezzo e prendervi un caffé, in sostanza pagato da me.

Ecco Ferrara

1) Non penso che Marina Berlusconi sarà candidata dal Pdl (o da quello che diventerà) alla leadership del paese; 2) se dovesse esserlo, non penso che vincerebbe le elezioni, quando ci saranno; 3) spesso sbaglio previsioni.

1) Mi sembra impensabile che una leadership che può non piacere, ma indiscutibile come quella di Silvio, possa essere trasferita d’emblée sulla figlia. Non conosco la signora. Da quello che se ne sa, viene descritta come una donna tosta, capace di governare aziende. Bene, sono doti che non bastano.