Va più o meno così. Sempre.

Variante 1. Un politico (di seconda o terza fila) ha una brillante idea (tipo la candidatura di Marina Berlusconi), e comincia a farla circolare tra i giornalisti in Transatlantico. Sostiene che la cosa si sta discutendo in alto loco, a palazzo Grazioli. Fa intendere di avere accesso a consessi/luoghi esclusivi. Obiettivo: evitare di essere fatto fuori dalle prossime liste elettorali. (Dialogo tra giornalisti: “Allora quel Fischietti non è proprio un coglione”. “L’altro giorno l’ho visto che parlava con Verdini…”.

Fine settimana sulla neve. D’Alema non viene perché è malato. La reazione sulla proposta di legge elettorale è contraddittoria e altalenante, anche sui giornali. Non so come l’opinione pubblica l’abbia presa. Lunedì scoppia la polemica sulla partecipazione alla trasmissione di Gianni Morandi. Alle 19 Cascella mi dice che anche Biagi sta per fare l’ennesima trasmissione contro D’Alema. Parlo con Celli. Il risultato è abbastanza buono, nel senso che malgrado le intenzioni malevoli di Biagi, le risposte dei direttori dei giornali non sono cattive. Tranne, naturalmente, quelle di Ezio Mauro. La Repubblica è la mia spina nel fianco. È contro di noi, sta con Prodi del tutto chiaramente. Oggi, martedì, monta il caso La Forgia, che è andato con Prodi, con commenti di Maltese, e così via.

L’altro giorno Ilvo Diamanti ha scritto un pezzo su Repubblica davvero brutto (anche se io un po’ lo conosco e ne apprezzo curiosità e vivacità intellettuale; credo che l’articolo, più che corrispondere al suo pensiero, fronteggi esigenze politico-editoriali). Una specie di rocciosa apologia del conservatorismo, in ogni campo: dai mutamenti del paesaggio alle relazioni personali, dalla rete che spersonalizza alla politica ridotta a marketing. In buona sostanza, un elenco di luoghi comuni, fobie, paure e chiusure che Diamanti traduce in valori da tutelare e difendere. Visto che in sostanza non condivido nulla di quello che dice, ora gioco a rovesciare le sue tesi una ad una, come – più o meno 150 anni fa – fece il socio del vecchio con la barba con il signor Dühring . Vediamo l’effetto che fa.